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Ponteggi

Descrizione:

I ponteggi possono essere di tre tipologie:
- a telai prefabbricati metallici: realizzato con elementi precostituiti a portale oppure ad H, con passi variabili di 1,8 – 2,0 – 3,0 metri; questa tipologia di ponteggio presenta una estrema facilità e velocità di montaggio ma è caratterizzato da una ridotta flessibilità, in quanto non si adatta a seguire contorni o superfici di forma complessa;
- a tubi e giunti: realizzato con elementi assemblati costituiti da tubi di differente lunghezza e da giunti ortogonali, permette di realizzare strutture snelle e di adattarsi alle forme più irregolari. Questa tipologia di ponteggio è caratterizzata da una eccellente adattabilità alle opere irregolari; di contro, per il montaggio necessita di un maggior numero di attrezzature di cantiere, di maggiori tempi di realizzazione e di lavoratori maggiormente addestrati;

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Trabattelli

Descrizione:

Il trabattello è normalmente realizzato con elementi prefabbricati metallici (in acciaio o in alluminio) che, assemblati, permettono di ottenere dei piani di lavoro protetti sui 4 lati da parapetti. Tutta la struttura poggia su ruote, che ne consentono la movimentazione e che devono essere bloccate e collocate in piano durante l’utilizzo; in alternativa, alla base possono essere presenti degli stabilizzatori (in tal caso il ponteggio può essere classificato come fisso, se consentito dal libretto del costruttore). Completano la struttura le traverse e le
controventature di irrigidimento ai montanti.
L’altezza massima raggiungibile è di 12 m in ambienti interni e di 8 m in ambienti esterni (UNI EN 1004); almeno ogni 4 metri d’altezza deve essere realizzato un piano di lavoro (ad eccezione del primo che può essere realizzato a 4,60 m da terra). Tutta la struttura deve essere conforme alla norma UNI EN 1004. Può essere impiegato anche con un solo piano di lavoro in sommità ma unitamente a DPI anticaduta. La portata massima è normalmente limitata a uno o due operatori.
 
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Terna

Descrizione:

Macchina semovente per il movimento terra, a ruote o a cingoli, costituita da una struttura di base progettata per il montaggio sia di una pala sul lato anteriore che di un braccio escavatore sul lato posteriore.
Le terne possono essere fisse (cioè con telaio rigido e con sistema sterzante sulle ruote anteriori) oppure articolate (dette anche snodate) per la presenza di due snodi al centro del veicolo. I due snodi
funzionano esattamente come sui dumper e sulle pale gommate: uno permette la rotazione rispetto ad un asse verticale, e quindi la sterzata, l'altro la rotazione rispetto all'asse orizzontale longitudinale, permettendo ai due assi di appoggiare contemporaneamente su due piani non paralleli.
La macchina può essere dotata, in luogo dell’escavatore posteriore, di una attrezzatura per la posa di pali o di una trivella.
 
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Posizionatore

Descrizione:

Apparecchiatura semovente destinata alla perforazione. I posizionatori possono essere in esecuzione “normale” o “antideflagrante” in relazione all’ambiente in cui vengono utilizzati (rischio metano).
I posizionatori sono costituiti da un carro semovente su cingoli all’interno del quale è alloggiato: il motore endotermico ad alimentazione diesel per la trazione, per l’alimentazione elettrica e per il funzionamento delle pompe idrauliche. Le pompe per l’esecuzione delle perforazioni e per l’avanzamento della testa di perforazione sono spesso azionate da motori elettrici posti nel carro ed alimentati dalla linea elettrica a media tensione di galleria; questo avviene soprattutto con i posizionatori più grandi che impegnano una notevole quantità di energia. All’interno del carro trovano inoltre posto i vari serbatoi di carburante, di olio idraulico, di acqua di raffreddamento ecc.
Sull’asse longitudinale del carro (lato anteriore e posteriore) sono imperniate una o più spesso due coppie di bracci telescopici; su ogni coppia di bracci telescopici è montata la slitta sulla quale scorre la testa di rotazione ad azionamento idraulico, dotata di mandrino, atta a far ruotare ed avanzare le aste di perforazione nell’ammasso, fino a aggiungere la profondità desiderata.
I bracci possono ruotare sul loro perno e gli stessi possono essere allungati od accorciati in modo da raggiungere i vari punti di lavoro; inoltre, allungando ed accorciando i bracci anteriore e posteriore in modo differenziato, si possono eseguire fori con diverse angolazioni rispetto all’asse della galleria.
Il posizionatore può inoltre disporre di un braccio articolato dotato di cestello in modo da permettere ad una o più persone operazioni a boccaforo in quota, quali iniezioni, cianfrinature e controlli.

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Escavatore con benna

Descrizione:

Macchina semovente a ruote gommate o a cingoli, provvista di una struttura superiore (torretta) normalmente in grado di ruotare di 360°, che supporta un braccio escavatore e progettata per scavare con un accessorio denominato benna. La potenza della macchina è generata da un motore endotermico diesel che trasmette energia al sistema idraulico. Per comprendere bene come è realizzato un escavatore idraulico si procederà a scomporlo in tre parti principali: il carro, la torretta e l’attrezzatura di scavo. Il carro è costituito da un telaio che ha la funzione di sopportare il peso della struttura sovrastante e le sollecitazioni provenienti dall’attrezzatura di scavo. Altra funzione del carro è quella di permettere alla macchina di spostarsi sul terreno e di
ruotare, normalmente di 360°, intorno ad un asse verticale tramite un cuscinetto denominato ralla.
La torretta è normalmente costituita da un telaio la cui funzione è quella di alloggiare i vari componenti quali motori, serbatoi, pompe e distributori idraulici, cabina ed attrezzatura di scavo. L’attrezzatura di scavo è costituita da un primo braccio (braccio base) incernierato sulla torretta, un secondo braccio (braccio di scavo) incernierato al primo ed un accessorio finale costituito da una benna incernierata al braccio di scavo. In alcuni casi le benne montate sugli escavatori possono essere dotate di idoneo alloggiamento per gancio di sollevamento; in questo caso l’escavatore assume le funzioni di apparecchio di sollevamento, se espressamente previsto dal costruttore. Gli escavatori devono essere progettati in modo tale da accogliere una struttura di protezione dell'operatore. Tale struttura deve essere proposta dal costruttore e scelta dall'utilizzatore in funzione dei rischi connessi alle condizioni di utilizzazione. Tra le protezioni previste vi sono: una struttura di protezione contro la caduta di oggetti (FOPS), una struttura di protezione in caso di rovesciamento laterale (TOPS) e una protezione
frontale. Gli escavatori destinati ad essere utilizzati nelle operazioni di movimentazione di carichi devono essere provvisti di:
- un dispositivo di avvertimento acustico o visivo che segnali all'operatore che sono stati raggiunti la capacità limite di movimentazione di carichi o il momento limite corrispondente.
- un dispositivo di controllo dell'abbassamento del braccio di sollevamento, montato sul cilindro dello stesso

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Impianto elettrico F.M. e illuminazione

Descrizione:

Per impianto elettrico di cantiere viene considerata quella parte dell’impianto destinata all’utilizzatore, ovvero tutto ciò che si trova “a valle” dell’apparecchiatura di misura (contatore) installata dall’ente erogatore.
Il sistema di distribuzione dipende dal tipo di fornitura dell’energia elettrica che può essenzialmente essere in media o bassa tensione. A seconda della tensione di alimentazione, la distribuzione è effettuata con le seguenti modalità:
• nei cantieri alimentati in bassa tensione (220/380V), per mezzo del sistema TT, ovvero con l’impianto complessivo di terra del cantiere indipendente da quello della cabina MT dell’ente distributore dell’energia;
• nel caso alimentazione in media tensione e, quindi, di cantiere provvisto di una propria cabina di trasformazione MT/BT, normalmente per mezzo del sistema TN-S, vale a dire con l’impianto di messa a terra comune alla cabina del cantiere e dell’ente distributore, ma con il conduttore neutro separato da quello di protezione.
La fornitura trifase fino a 15 kW, avviene per mezzo di un gruppo di misura trifase integrato (GTI) comprendente un contatore di energia attiva ed un interruttore limitatore quadripolare, assemblati in un unico blocco.
Per le forniture trifase da 20, 25 e 30 kW la consegna avviene normalmente tramite un contatore di energia attiva, un contatore di energia reattiva e un interruttore limitatore.
Per le forniture oltre i 30 kW di potenza installata la consegna avviene normalmente per mezzo di un contatore di energia attiva con indice di massima potenza, un contatore di energia reattiva; per questo tipo di fornitura non è previsto l’interruttore limitatore.
L'alimentazione generale dei cantieri è costituita da una fornitura ENEL in MT 15KV-50Hz facente riferimento ad apposita cabina di distribuzione in MT ubicata all'esterno del cantiere industriale. Per le situazioni di emergenza viene realizzata una stazione di autoproduzione di energia elettrica, costituita da un certo numero di gruppi elettrogeni, con trasformazione mediante idoneo trasformatore esterno che funziona in alternativa alla linea di alimentazione ENEL; la centrale di autoproduzione, con autonomia sufficiente a far completare
in sicurezza tutte le fasi di lavoro, è comandata da gruppo di commutazione automatico e manuale agente sul lato bt.
Ogni componente dell’impianto elettrico di cantiere deve avere un grado di protezione adeguato in relazione alle condizioni d’impiego; in particolare, il grado di protezione minimo per assicurare una protezione contro la penetrazione di corpi solidi e liquidi deve essere:
• non inferiore a IP44, se l’utilizzazione avviene in ambiente chiuso.
• non inferiore a IP55, ogni qual volta l’utilizzazione avviene all’aperto con la possibilità di investimenti da parte di getti d’acqua

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