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Impianto elettrico F.M. e illuminazione

Descrizione:

Per impianto elettrico di cantiere viene considerata quella parte dell’impianto destinata all’utilizzatore, ovvero tutto ciò che si trova “a valle” dell’apparecchiatura di misura (contatore) installata dall’ente erogatore.
Il sistema di distribuzione dipende dal tipo di fornitura dell’energia elettrica che può essenzialmente essere in media o bassa tensione. A seconda della tensione di alimentazione, la distribuzione è effettuata con le seguenti modalità:
• nei cantieri alimentati in bassa tensione (220/380V), per mezzo del sistema TT, ovvero con l’impianto complessivo di terra del cantiere indipendente da quello della cabina MT dell’ente distributore dell’energia;
• nel caso alimentazione in media tensione e, quindi, di cantiere provvisto di una propria cabina di trasformazione MT/BT, normalmente per mezzo del sistema TN-S, vale a dire con l’impianto di messa a terra comune alla cabina del cantiere e dell’ente distributore, ma con il conduttore neutro separato da quello di protezione.
La fornitura trifase fino a 15 kW, avviene per mezzo di un gruppo di misura trifase integrato (GTI) comprendente un contatore di energia attiva ed un interruttore limitatore quadripolare, assemblati in un unico blocco.
Per le forniture trifase da 20, 25 e 30 kW la consegna avviene normalmente tramite un contatore di energia attiva, un contatore di energia reattiva e un interruttore limitatore.
Per le forniture oltre i 30 kW di potenza installata la consegna avviene normalmente per mezzo di un contatore di energia attiva con indice di massima potenza, un contatore di energia reattiva; per questo tipo di fornitura non è previsto l’interruttore limitatore.
L'alimentazione generale dei cantieri è costituita da una fornitura ENEL in MT 15KV-50Hz facente riferimento ad apposita cabina di distribuzione in MT ubicata all'esterno del cantiere industriale. Per le situazioni di emergenza viene realizzata una stazione di autoproduzione di energia elettrica, costituita da un certo numero di gruppi elettrogeni, con trasformazione mediante idoneo trasformatore esterno che funziona in alternativa alla linea di alimentazione ENEL; la centrale di autoproduzione, con autonomia sufficiente a far completare
in sicurezza tutte le fasi di lavoro, è comandata da gruppo di commutazione automatico e manuale agente sul lato bt.
Ogni componente dell’impianto elettrico di cantiere deve avere un grado di protezione adeguato in relazione alle condizioni d’impiego; in particolare, il grado di protezione minimo per assicurare una protezione contro la penetrazione di corpi solidi e liquidi deve essere:
• non inferiore a IP44, se l’utilizzazione avviene in ambiente chiuso.
• non inferiore a IP55, ogni qual volta l’utilizzazione avviene all’aperto con la possibilità di investimenti da parte di getti d’acqua

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Impianto aria compressa

Descrizione:

L'aria compressa è aria atmosferica compressa, ridotta di volume con un compressore alternativo o con una pompa e immagazzinata in un serbatoio, in bombole resistenti alla pressione, oppure utilizzata subito.
In cantiere l’aria compressa viene utilizzata per alimentare utenze quali attrezzature pneumatiche tipo perforatrici, chiodatrici, martelli, mole, giraviti, trapani, pompa spritz beton, seghe circolari ad azionamento pneumatico, lampade fluorescenti a fonte energetica pneumatica, ecc... e per soffiare, gonfiare, ripulire da polvere o limatura metallica.
Infatti, l’energia meccanica è trasmessa a distanza mediante tubazioni contenenti aria in pressione ed il lavoro è compiuto attraverso utensili pneumatici di vario genere (alternativi o rotativi) o effettuato direttamente dall’aria.
La rete di distribuzione dell’aria compressa è costituita da un compressore, normalmente dotato di serbatoio, ubicato vicino alla zona di utilizzo e collegato ad un collettore principale, generalmente composto da una tubazione in acciaio da 6” – 8”, che può terminare direttamente all’utenza o ad uno o più distributori multipli chiamati comunemente “clarinetto”, da cui partono le tubazioni flessibili a servizio delle varie utenze.
Le tubazioni flessibili sono raccordate e mantenute in sicurezza per mezzo di due sistemi:
• “bloccaggio di sicurezza” o “catenella di sicurezza”, realizzata in fune di acciaio, completa di morsetti e molle a spirale;
• “morsetto stringitubo Hercules”, realizzato in ghisa zincata con griffe di sicurezza e 4 bulloni.
In caso di sfilamento accidentale del tubo, entrambi i sistemi impediscono la proiezione della tubazione stessa con il conseguente pericolo, per i lavoratori, di essere colpiti.
In caso di impianti con una lunga rete di distribuzione, lungo la rete, in corrispondenza di ogni diramazione e comunque ogni 500 metri di sviluppo, sono installate delle valvole di intercettazione, utili per interrompere il flusso dell’aria compressa in caso di manutenzione e/o emergenza, senza dover mettere fuori uso l’intera rete.
La tubazione dell’aria compressa, in base al materiale utilizzato per la sua costruzione, può resistere ad una temperatura compresa fra – 40°C e + 110°C.
Le tubazioni in acciaio sono collegati tra loro mediante un sistema di giunzione a brevetto americano chiamato “VICTAULIC” (attacco “Rapid  Victaulic”): quelli da 6” resistono ad una pressione massima di esercizio di 7,5 Bar mentre quelli da 8” resistono ad una pressione massima di esercizio di 20 Bar. Tutte le tubazioni in acciaio, lungo il loro sviluppo, non devono presentare saldature di alcun genere che pregiudicherebbero la tenuta dell'impianto

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